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i dolori e i gaudii di maria vergine

 

A cura di Chiara Palumbo

La Porta Maggiore del Duomo di Milano ideata da Lodovico Pogliaghi è la più intensa ed elegante "pagina di arte sacra" del '900, che alla sua prima lettura dona da subito la percezione di un equilibrato ricamo di basso e altorilievi bronzei di raffinata fattura, ornati in alcuni particolari da pietre e gemme preziose.
Un simbolico albero di Jesse, al centro dei due battenti, affonda le proprie radici nello zoccolo su cui corre nella parte sinistra l'iscrizione Vincens Dolore Martyres, accompagnata dalle immagini del Profeta Daniele, dell'Angelo della mestizia e del Profeta Ezechiele. Nella parte destra l'identica distribuzione compositiva vede l'iscrizione Vita Dulcedo Spes su cui si affacciano la Regina Ester, l'Angelo della purezza e Giuditta. Al di sopra di questo primo ordine, si dispiega la serie dei Dolori e dei Gaudii della Vergine Maria, incorniciati in volute vegetali disposti in una successione cronologica in ciascuna anta, se vista frontalmente, da leggersi basso verso l'alto e da destra a sinistra. Sul battente di sinistra la serie dei dolori "L'addio di Gesù alla madre", la "Flagellazione", la "Salita al calvario" prosegue nel registro superiore con la "Crocefissione" e la "Deposizione dalla croce", divisi da un comparto coronato ad arco biflesso entro il quale si fronteggiano Adamo e San Giovanni Battista. Nella fascia mediana, accanto alla grande formella quadrilobata della "Pietà", si dispongono gli evangelisti Marco e Matteo con i rispettivi simboli, il leone e l'angelo. Là dove si inarca il lobo superiore della formella centrale, la Sibilla Libica e quella Eritrea reggono una corona di spine. Nello stesso registro la Passione di Cristo prosegue con la "Deposizione nel sepolcro" e il "Compianto degli Apostoli", mentre una schiera di angeli dolenti, stretti intorno al grande mazzo di passiflore, occupa interamente l'ultima fascia tripartita del battente. Sull'imposta di destra la serie dei gaudii la "Nascita di Maria", lo "Sposalizio" e "L'Annunciazione", prosegue nella fascia superiore con la "Visitazione" e la "Natività". Tra queste due scene si inseriscono, le figure di re Davide e del profeta Isaia. Nella fascia mediana, accanto alla grande formella quadrilobata della "Vergine in gloria con il Bambino", si dispongono gli evangelisti Giovanni e Luca con i rispettivi simboli, l'aquila e il bue. Invece, nel comparto entro cui si inarca il lobo superiore della formella centrale, la Sibilla Cumana e quella Delfica reggono la gemmata corona di regina destinata alla Vergine Gaudiosa. Nello stesso registro si svolgono "l'Adorazione dei Magi" e la "Presentazione di Gesù al tempio", mentre l'ultima fascia del battente accoglie, con la medesima impostazione della precedente anta, una schiera di angeli osannanti raccolti intorno ad un cespuglio di rose, fiore mariano per eccellenza. Un largo architrave, decorato con minuzia orafa a meandri geometrici, al cui centro prosegue il motivo dell'albero, collega la parte mobile della Porta alla cimasa superiore fissa nella quale Pogliaghi ha svolto il tema della "Gloria della Vergine". Le volute cuspidate, arricchite da sinuosi intrecci vegetali, ospitano, sullo sfondo di un sole raggiante, entro una ghirlanda di cherubini, Cristo nell'atto di porre sul capo della Madre una corona di gigli e di stelle. Schiere d'angeli intonano l'Osanna mentre, sull'architrave, due gruppi di personaggi adoranti sollevano lo sguardo verso la scena celeste. A destra sono raffigurati Ambrogio, patrono della città e al suo fianco Antonio da Saluzzo, che nel 1386 promosse la fondazione del Duomo; ai loro piedi la personificazione allegorica della città di Milano offre il modello della cattedrale. Sulla sinistra l'arcivescovo Ariberto d'Intimiano introduce insieme a San Carlo Borromeo un gruppo di fedeli dinanzi alla Vergine. Pogliaghi realizzò anche le spalle di marmo che incassano, in posizione arretrata rispetto alla facciata, l'intera Porta Centrale. Dall'alto del sottarco, tra il Sole e la Luna, Dio Padre è ritratto con gesto benedicente, mentre sulle lesene laterali, racchiusi da fasci di palme, si dispiegano i simboli mariani, ricordati nelle litanie della Vergine.

 

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