Villa Pax

Villa Pax - Cartolina d'epoca

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villa pax

 

La villa fu commissionata a Pogliaghi a cavallo tra '800 e '900 dal noto uomo politico varesino Silvio Macchi (Varese 1858-1924) che individuò nel tranquillo borgo di Santa Maria del Monte la località ove erigere una delle proprie dimore. Questa scelta fu inoltre dettata dalla necessità di assicurare alla moglie Emma Zonda (Milano 1873-Varese 1912), malata di tubercolosi, la costante presenza di luce e aria fresca. A tal proposito Pogliaghi orientò appositamente l'edificio a mezzogiorno e, grazie alla progettazione di ampie vetrate, riservò una veduta privilegiata direttamente sul circostante ampio parco a terrazze digradanti sul Lago di Varese. L'artista curò personalmente anche tutti gli arredi e le boiseries in noce che, nel gusto eclettico dell'epoca, recano tra i loro ornati floreali, neogotici e baroccheggianti, il motto "PAX", nome che ancora oggi contraddistingue la villa per la sua fortunata ubicazione.
La mostra, allestita negli ambienti al piano terra, consente di visitare il raccolto salottino con camino e soffitto a cassettoni da cui si accede, attraverso un'apertura decorata a grottesche, all'incantevole bow-window, completo di mobile-finestra, tavolo, sedie Savonarola e orologio a parete in stile gotico tedesco. Infine è possibile sostare all'interno della veranda con copertura a volte archiacute affrescate, rette da esili colonne, su cui si innestano vetrate colorate che fanno da contrappunto ad un raffinato lampadario di "glicine fiorito" in vetro di murano.

 

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