poloni o pogliaghi?
30 GIUGNO 2008
Presso la raccolta Chiesa inserita all’interno del complesso monastico della Badia di San Gemolo a Ganna, mi sono imbattuta in questo affresco, conservato presso una cappella laterale della navata sinistra. L’opera è di Gerolamo Poloni, artista che qui ha lasciato diverse tracce di sé. Il suo nome è da annoverarsi tra coloro che collaborarono a fianco del “maestro” nel corso dei lavori di recupero (1893-1949) del Santuario di Santa Maria del Monte e del Viale delle Cappelle.
Questo inedito San Giuseppe (datato 1931 - notizia desunta dal Liber Chronicus della Parrocchia di Ganna) testimonia la grande influenza di Pogliaghi sull’allievo; il modello per l’affresco è di certo l’opera pogliaghesca presente all’interno della Chiesa di San Babila a Milano.
san giuseppe
Nel 1917, in occasione del giubileo sacerdotale di Don Pellegrini, Lodovico Pogliaghi fu chiamato a rinnovare il complesso degli arredi liturgici dell’altare maggiore della Chiesa di San Babila a Milano - reliquiari e candelabri. In seguito a un incendio durante il quale andò persa la pala di San Giuseppe del Caironi, ospitata nell’omonima cappella, il prevosto decise di conferire all’artista anche la realizzazione di una nuova opera pittorica da sostituirsi a quella danneggiata. Pogliaghi inserì all’interno di una finta nicchia di tipo rinascimentale il San Giuseppe con effetto simil scultoreo; la figura del Santo, con gli occhi rivolti verso il cielo mentre tiene sul braccio sinistro il Bambin Gesù, è difatti resa con una particolare cura del rilievo e della valenza plastica. In basso un angelo reca in mano un giglio, mentre altri putti sorridono tra le nuvole. Nel piedistallo finti bassorilievi rappresentano L’adorazione dei Magi e La discesa di Cristo al Limbo. Il disegno, esposto nel corso della mostra "Lodovico Pogliaghi: Se si studiasse!", tenutasi presso la Galleria Ghiggini di Varese nel 2006, è uno studio alquanto accurato e raffinato del volto del Santo, la cui bellezza consiste anche nell’utilizzo, accanto al carboncino della sanguigna. Sul retro dell’opera Pogliaghi ha invece sintetizzato in pochi tratti la figura del Bambino, che con molta naturalezza è colto nell’atto di portare la mano destra in avanti.

Studio per il volto di San Giuseppe, sanguigna, carboncino e biacca su carta, 350x255 mm, 1925 ca., collezione privata.
Esposizioni:
Lodovico Pogliaghi: Se si studiasse, Varese, Galleria Ghiggini, 11 Marzo-6 Aprile 2006
Lodovico Pogliaghi al Santo, Padova, Museo Civico al Santo, 7 Marzo-26 Aprile 1998
Lodovico Pogliaghi. L'Accademia e l'Invenzione, Varese, Sala Veratti, 9 Febbraio-31 Marzo 1997

