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quale sorte tocchera' a casa pogliaghi?

Il 18 Ottobre 2008 veniva aperto al pubblico il Rustico adiacente Casa-Museo Pogliaghi, allestito con una minima parte dell'etereogenea e preziosa collezione dell'artista. Uno stabile privo di quella peculiarità e magnificienza che caratterizza la Casa, unico contenitore adatto ad ospitare, con le sue caleidoscopiche stanze "in stile", pitture sei-settecentesche, sculture romane, ceramiche, cineserie, tappeti Ushak, esempi di mobilio rinascimentale, sarcofagi egizi e altri oggetti di pregio e carichi di storia che si fondono alla creatività dell'eclettico artista e delle sue opere. A soli due anni di distanza il Rustico, che avrebbe dovuto presentare ciclicamente altri esempi della collezione e anticipare la tanto agognata riapertura della Casa Museo, appare già abbandonato a se stesso.

 

 

Non solo. Il sito internet che era stato attivato (www.museopogliaghi.it), seppur povero di contenuto, non ha visto il rinnovo del dominio.

Cade quindi nuovamente nell'oblio la Casa Museo e la sua ricca collezione, aperta per la prima volta al pubblico nel luglio 1971. Allora il percorso si snodava lungo tre sezioni: la Collezione Archeologica, le Collezioni Varie e l'Atelier dell’artista. Fu nominato direttore del museo Silvano Colombo, già a capo dei Musei Civici Varesini. Al 1997 risaliva la redazione del progetto di restauro e recupero a cura degli architetti Alberto Ferrari e Giorgio Invernici di Varese. Tra il 1993 e il 1994, in seguito alla chiusura del museo, ci fu un finanziamento regionale FRISL per eseguire opere di conservazione all’edificio. Tra il dicembre 2002 e il gennaio 2003 fu sottoscritta una Convenzione tra la Fondazione Pogliaghi e la Provincia di Varese a durata triennale; il progetto di recupero entrava a far parte delle cosiddette “Preziosità da vivere”, tra cui si annoverano già altri beni del territorio quali il Chiostro di Voltorre e la Badia di Ganna. Fu stanziato ed erogato un finanziamento pari a 774.685,35 euro, cifra che fu raddoppiata grazie all'intervento della stessa Fondazione Cariplo. Questa è una breve cronistoria degli eventi degli ultimi anni. La proprietà e la gestione del bene rimane nelle mani della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, in seguito al lascito che Pogliaghi fece, ancora in vita, alla Santa Sede del Vaticano. A quanto sembra Comune e Provincia di Varese non sono mimamente interessati al recupero del bene, che oggi sta marciando di gran passo verso la decadenza più totale.

Ingenti sono le somme di denaro necessario, dopo anni di abbandono e di disinteresse, per il recupero dell'immobile e della collezione, che più volte è stato definito da critici, studiosi e amanti del settore, quale bene di inestimabile bellezza. Lo stesso Sgarbi lo ha citato più volte, paragonandolo al Vittoriale. Siamo dunque di fronte all'ennesimo scempio culturale alimentato da ignoranza, menefreghismo e mala politica e gestione di fondi pubblici. Il destino di Pogliaghi sarà quindi diverso e opposto rispetto a quello di tanti altri artisti del passato. Onori, riconoscimenti e glorie in vita, oblio dopo la morte.

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