crocifisso del duomo di milano
Il Duomo di Milano possiede di mano del Pogliaghi, oltre al grandioso portale e alla statua in marmo di San Gioacchino, posta sul vertice della quarta guglia a sud est del tiburio, anche una muta di candelabri e un crocifisso di grandi dimensioni, utilizzati per le cerimonie solenni all’altare maggiore. Pronti nel 1896, furono eseguiti in galvanoplastica, sopra una cera sapientemente modellata; i motivi ornamentali utilizzati sono ripetuti e variati nei particolari - terminali alati maschili e femminili, protomi umane e animali, putti reggenti encarpi e motivi floreali -.
Il Crocifisso poggia su un piedistallo triangolare sui cui piedi a zampe leonine si installa una forma a delfino che regge una figura androgina alata. Una gola più stretta, decorata con nastri e teste d’ariete funge da raccordo con il nodo a urna con tre manici, riccamente animato dalla figura di Mosè, altri profeti e patriarchi. Al centro dell’asta campeggia Cristo in croce, i terminali recano i quattro busti degli evangelisti entro clipei circondati da motivi vegetali.
Il richiamo alle forme stilistiche rinascimentali è palese, così come la ricercatezza di movimenti chiaroscurali tipicamente barocchi, non a caso il Pogliaghi studiò alacremente Cellini, Donatello e Giambologna.
Nella vasta produzione a carattere sacro dell’artista milanese, hanno una valenza paricolarmente importante opere decorative in metallo come questi arredi sacri,oltre ai quali sono da annoverare, quelli per il Duomo di Sant’Abbondio a Como (1886), per la Chiesa di San Babila a Milano (1925), per la Basilica di San Vittore a Varese (1925), per il Duomo di Pisa (1926 - 1928) e per il Santuario di Santa Maria del Monte (1945). La bravura nel cesellare, sbalzare e modellare oggetti quali candelabri, croci astili, reliquiari e tabernacoli lo rende quindi uno squisitissmo orafo.

370x285 mm
1896 ca.
matita e china su carta
collezione privata
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Questo disegno è stato esposto in occasione della mostra
"Lodovico Pogliaghi. Se si studiasse", a cura di Chiara Palumbo
Galleria Ghiggini (Varese), 11 marzo - 6 aprile 2006