Il Fiume

Il Fiume
Fusione in bronzo a cera persa, base in granito
h. 55 cm, l. 22 cm, p. 16 cm
1945 ca.
Note: Sul retro in basso dell'opera, monogramma LP
Proprietà privata

 

Prometeo_Pogliaghi

c

 

 

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Il Fiume

Il bronzo è una rappresentazione allegorica del Fiume, interpretato, come vuole la tradizione, sin dall'Iconologia di Cesare Ripa (Padova 1618) come un uomo maturo con lunga barba e tra i capelli elementi vegetali; questi viene solitamente ritratto seduto o sdraiato (tra i svariati esempi si rammenta la Fontana dei quattro fiumi di Gianlorenzo Bernini a Roma) e avente quali attributi una cornucopia carica di fiori e frutti, simbolo di fertilità e abbondanza della terra irrigata e resa fertile, e un'urna dalla quale l'acqua fuoriesce copiosa. Pogliaghi ha rispettato tali regole iconografiche utilizzando però ad esempio per la postura della figura virile una nota scultura di Jean Boulogne / Giambologna (Douai 1529-Firenze 1609), la Venere Urania (nota anche come Astronomia) (a), datata 1573 e oggi conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Tale opera era già stata di ispirazione all'artista per una Venere al bagno (b) realizzata in periodo giovanile, tra il 1870 e il 1880 circa, in bronzo patinato nero e arricchita da dorature e pietre preziose. La scelta di tale modello è chiaramente visibile nella torsione della corpo che gravita sulla gamba destra, mentre quella sinistra è piegata e appoggiata su un gradino superiore, mentre le braccia e le mani che afferrano l'otre si rivolgono sul lato opposto, rispetto alla rotazione che caratterizza il volto. A prescindere dal riferimento documentario sottoccitato, datato 1945, che non esclude l'ipotesi che tale opera sia quella sopra descritta, a discapito di una sostituzione mai avvenuta, il bronzo si inserisce nella produzione assai avanzata dell'autore. Confrontando difatti Il Fiume, con il Prometeo (c) ideato nel 1884 per il camino monumentale del salone al primo piano di Casa Turati a Milano, è palese il cambiamento di registro; al gusto classicista e neo-rinascimentale di stampo ancora giovanile del Prometeo, si sostituisce una maggiore consapevolezza nella resa plastica degli elementi anatomici e una marcata autonomia stilistica nella resa del volto.

Venere Giambolognaa

Venere Pogliaghib

All'opera è allegata una lettera autografa dell'artista, scritta in data 18 Giugno 1945 e indirizzata al Sig. Paolo Galliani, della quale si riporta integralmente il testo:

Chiar.mo Sig. Cav. Paolo Galliani,
Vengo informato recentemente che Ella ha fatto acquisto del bronzo di una mia figura rappresentante "Il Fiume” ma che, dopo averlo ben osservato, ebbe a constatare delle manchevolezze nel bronzo stesso, cosa che a me dispiacque assai appunto perché credo giusta.
Infatti io fui da poco tempo informato del suo acquisto senza che avessi occasione di rivedere l'oggetto che certamente avrei completato o ritirato: ho perciò creduto mio dovere di far eseguire in questi giorni, malgrado le difficoltà del momento, un'altra cera e ritoccarla a regola d'arte e tengo ad informarla che, non appena sarà eseguito il getto in bronzo, avrò cura di avvisarla perché ella lo veda e lo sostituisca, se crede, all'altro, compiendo così a quanto credo mio dovere.
Coi sensi della più perfetta considerazione.
Dev.mo LPogliaghi
Sacro Monte di Varese, 18 Giugno 1945

L'opera è citata e pubblicata sul volume O. Alberti, La vita. Le opere. La casa. Le raccolte di Lodovico Pogliaghi, Milano, 1955.

SI RINGRAZIANO I PROPRIETARI PER AVER MESSO A DISPOSIZIONE L'OPERA.