san Sebastiano martire
Il Santuario di Nostra Signora della Vittoria di Lecco è dedicato alla Vergine Maria in onore dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Nel 1918, grazie a una donazione, si diede avvio alla costruzione dell'edificio, progettato dall'architetto senese Pietro Palumbo e consacrato nel Novembre 1932 dall'arcivescovo di Milano cardinale Ildefonso Schuster, seppur incompleto al suo interno e mancante di campanile. La seconda cappella a destra ospita, entro un'edicola marmorea, una tela raffigurante San Sebastiano. La scelta di tale soggetto è facilmente comprensibile: il soldato-martire -originario della Gallia- arruolato nell'esercito di Diocleziano e convertitosi al cristianesimo, è assimilabile ai giovani militi che hanno perso la vita sui campi di battaglia. Pogliaghi ha ritratto il santo nella classica iconografia che lo vede legato con le braccia dietro la schiena e trafitto di frecce, evitando di introdurre qualsiasi riferimento al dolore e alla crudeltà del martirio, al fine di privilegiare una visione eroica di nudo di sapore apollineo. L'incidenza della luce, già studiata nel cartone preparatorio per mezzo di insistenti tocchi a biacca, esalta la perfetta anatomia del busto e dell'incarnato chiaro che sfuma in tonalità più accese solo sul viso rivolto al cielo; una postura amata da Pogliaghi, che evidenzia la nobiltà d'animo del giovane guerriero, colto nell'atto di accettare umilmente la volontà divina.
In primo piano l'artista ha posto gli attributi del Santo, così come vuole la tradizione: una faretra e un bastone, che fanno da contrappunto ad uno scenografico sfondo deserto, da cui spunta solo una costruzione a simboleggiare Roma, presso la quale -secondo la tradizione- avvenne il martirio di Sebastiano. Il carboncino presenta alcune differenze dall'opera finita; l'artista ha sostituito le colonne spezzate ad un naturalistico tronco d'albero al quale legare la figura del martire e ha reso maggiormente accentuata l'anatomia del busto e delle gambe.

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