pulpito duomo di chiavari
Lodovico Pogliaghi fu chiamato nel 1910 dal primo vescovo di Chiavari Mons. Vielli, a dotare il Duomo di una ricca decorazione che interessò le lesene (le 14 maggiori e le 24 minori), le volte delle navate laterali, il coro, le vetrate e il pulpito. Per le prime il maestro ideò un rivestimento in stucco e oro caratterizzato da un intreccio di palme alternate con rami di vite, quercia, unitamente a frutta e fiori, entro i quali si muovono putti. Ogni lesena porta al centro, all’interno di uno scudo, i principali simboli che si riallacciano alla figura di Maria e che si ritrovano nelle Sacre Scritture. Le lesene minori presentano invece un disegno decorativo molto più semplice; anche le volte delle cappelle nelle navate minori furono rivestite da stucchi ad alto rilievo, sobriamente ornati e dorati; motivo principale sono le grandi figure di angeli che sostengono i monogrammi di Cristo e di Maria.
Figurativamente balza all’occhio il riferimento più prossimo: Donatello, ma Pogliaghi ha tenuto presente anche la lezione del Serpotta, il più grande stuccatore di tutti i tempi.
Oltre al restauro e alla decorazione del coro e alla realizzazione delle vetrate, l’artista mise mano anche a un nuovo pulpito, da considerarsi il suo capolavoro all’interno della cattedrale. Esso è formato da una larga tazza di marmo, adorna di bassorilievi e intarsiata di marmi policromi, che si appoggia sopra un fusto bronzeo attorno a palmizi a volute retti da due putti. L’altorilievo marmoreo sulla parte anteriore del parapetto rappresenta la Madonna dell’Orto. La lunga scala del pulpito è in ferro battuto e la ringhiera presenta un’artistica decorazione di fregi sobriamente dorati, bella interpretazione floreale del barocco. Il disegno risulta pressoché definitivo nella sua realizzazione; l’unica variante inserita dall’artista milanese consiste nell’eliminazione di uno dei tre putti.

Particolare del Pulpito del Duomo di Chiavari
