san francesco d'assisi
Pogliaghi spesso si fregiava del titolo di “ornatista”, vale a dire artista specializzato nella pratica dell'ornato e della decorazione; questa abilità fu trasposta soprattutto nella scultura e in particolar modo nella plastica orafa, nella quale eccelse dedicandosi assiduamente nel corso della lunga carriera lavorativa. Il rimando ad artisti quali Benvenuto Cellini e Giambologna risulta immediato al confronto degli stili e dell'estrema raffinatezza tesa ad un eccesso di decorativismo fine a se stesso. Oltre alla realizzazione di centrotavola, diversi lavori si annoverano nel campo della glittica: difatti all'artista milanese furono commissionate placchette, medaglioni, targhe e anaglifi che segnarono e fermarono in immagini alcune ricorrenze e ritratti di personaggi illustri della storia d'Italia. Tra queste si citano ad esempio la medaglia in occasione del V centenario Colombiano (1892), quella per l'ottantesimo compleanno di Giuseppe Verdi (1894), quella a commemorazione del V centenario della morte di Leonardo Da Vinci (1919) e infine quella dedicata al Milite Ignoto (1921). Lo stabilimento Johnson, attivo a Milano dal 1836, coniò tutte le medaglie progettate dal Pogliaghi;queste spiccavano principalmente per la loro raffinata eleganza derivante dal modello di tradizione della medaglia ottocentesca, i cui coni e punzoni venivano eseguiti direttamente in acciaio. L'artista si avvalse, nella maggior parte dei casi, dell'abile mano di Angelo Cappuccio, noto incisore della Zecca di Milano fino al 1876, che in seguito ricoprì il ruolo di incisore-capo presso la Johnson fino al 1919, anno della sua morte.
Nel 1926, in occasione della ricorrenza del VII centenario della morte di San Francesco (1182-1226), Pogliaghi modellò una placchetta (97x66 mm) con l'effige del protettore d'Assisi, incisa da Enrico Faré. Il santo, ritratto stante e rivolto a tre quarti, indossa il saio monacale, cinto in vita dalla corda con i tre nodi simbolo dei voti di povertà, castità e obbedienza; ha il capo nimbato e le braccia aperte di fronte a sé con il palmo affrontato nell'atto di ricevere in mistico atteggiamento le stigmate per mezzo di raggi di luce provenienti dall'angolo in alto a destra. Il disegno n. 148 rappresenta sicuramente uno studio per l'opera; veloci tratti a matita fissano la postura pressoché definitiva del santo con la tonsura e il volto emaciato rivolto verso al cielo. A basso pagina risulta altresì particolare la presenza di due schizzi di ante decorate chiuse e aperte che probabilmente erano state previste da Pogliaghi per la montatura della placchetta. Il foglio n. 346 può invece essere identificato quale successivo bozzetto, nel quale l'artista ha focalizzato la propria attenzione sulla postura del braccio e le pieghe della veste provvista di cappuccio.

Targhetta commemorativa di San Francesco
bronzo dorato, 97x66 mm

