lodovico pogliaghi: la vita
Lodovico Ferruccio Maria Pogliaghi nacque nel gennaio 1857 nell'attuale Palazzo Borromeo di Via Manzoni a Milano. Figlio secondogenito di Giuseppe Pogliaghi, ingegnere ferroviario e funzionario presso l'Imperial Regia Società delle Strade Ferrate e di Luigia Merli, raffinata nobildonna amante e cultrice di musica, nonché nipote di Salvatore Pogliaghi, medico illustre, tra i cui pazienti si annoverava Alessandro Manzoni. Pogliaghi frequentò il Liceo G. Parini a Milano, ottenendo per tutto il corso di studi votazioni alte, per poi iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, dove Giuseppe Bertini (Milano 1825-1898) fu suo professore di "Pittura e Composizione" e "Virgilio" nel campo delle prime commissioni pubbliche. Tra le esperienze del giovane artista, ancora influenzate dall'ambiente accademico, è l'olio datato 1879 Naiade e Tritone, oggi conservato all'Accademia Carrara di Bergamo, a cui si aggiungono tre pale d'altare: la Madonna tra i Santi (1878) commissionatagli per la chiesa parrocchiale di Solzago (CO), la Vergine Maria con Sant'Anna e San Gioacchino (1880) per la chiesa di San Vito al Tagliamento a Pordenone e la Natività della Vergine Maria (1885), sita presso la Chiesa di San Donnino a Como. Tali opere risentono ancora di quell'aura di romanticismo bertiniano, ancor più presente nella tela raffigurante la Morte di Giovanni Maria Visconti (1886). Questi dipinti giovanili furono pubblicati sull'allora nota "L'illustrazione italiana", rivista illustrata di attualità e cultura fondata a Milano nel 1873 da Emilio Treves (Trieste1834-Milano 1916). A tale occasione risalgono i rapporti con l'editore-direttore, intessuti grazie a Camillo Boito (Roma1836-Milano1914), che portarono da lì a poco ad una proficua collaborazione sfociata nel colossale progetto de "La Storia d'Italia". Difatti, a partire dal 1886, Pogliaghi si dedicò ad uno fra le sue attività creative più congeniali: l'illustrazione, ideando centinaia di tavole a olio, tradotte in seguito in grafiche xilografiche. Accompagnò quindi gli scritti di Francesco Bertolini nella "Storia di Roma dalle origini italiche sino alla caduta dell'Impero d'Occidente", nel successivo volume "Medio Evo" e nel seguente "Il Rinascimento e le Signorie Italiane" e dopo una pausa di qualche anno, nel 1913, realizzò anche "Il Settecento e il primo Regno d'Italia". Nel frattempo il maestro e amico Bertini lo aveva introdotto, ancora allievo, all'interno dei ricchi cantieri del Museo Poldi Pezzoli, per il quale si occupò dei lavori di ripristino e restauro, e di Palazzo Turati a Milano, dove fu incaricato della decorazione del grande salone con il camino sovrastato dalla celebre statua bronzea raffigurante Prometeo. Oltre al campo della pittura, della scultura e dell'architettura, il giovane artista milanese approfondì e perfezionò anche la propria abilità e propensione nel campo orafo, ottenendo da subito lodi e onori in veste di sublime e raffinato cesellatore. Tra le prime commissioni si annoverano, nel 1886, il Crocifisso e i candelabri per l'altare di Sant'Abbondio nel Duomo di Como a cui seguirono, dieci anni dopo, il Crocifisso e i sei candelabri per l'altare Maggiore del Duomo di Milano. Nella produzione commemorativa e funebre ideò cartoni tradotti successivamente in mirabili opere musive; risalgono al 1887 le tre lunette che raffigurano le allegorie della "Storia", della "Forza" e del "Genio" sulle quali s'impone l'autografa statua della "Gloria", presenti sulla facciata del Famedio al Cimitero Monumentale di Milano, mentre è del 1902 l'ampia decorazione della Cappella Verdi, nella Casa dei Musicisti nella medesima città. Già docente d’ornato a Brera dal 1891, si aggiudicò la vittoria al concorso per la realizzazione della porta maggiore del Duomo di Milano, sua più importante opera alla quale si dedicò incessantemente dal 1894 al 1908. Negli anni successivi gli incarichi si fecero sempre più numerosi: nel 1910 compose il gruppo statuario marmoreo della Concordia per il Vittoriano a Roma, la decorazione della cappella Cybo nel Duomo di San Lorenzo a Genova, mentre a Chiavari,progettò il pulpito e le lesene nel Duomo, a cui seguirono qualche anno dopo i cartoni per alcune vetrate. L’anno successivo fu impegnato a Monza per la realizzazione del gruppo bronzeo della Pietà che sovrasta la Cappella Espiatoria e successivamente a Torino al Castello del Valentino, per il quale ripristinò la decorazione ornamentale del salone centrale. A committenze pubbliche se ne affiancarono anche di private, presso ville nell’area comasca, per le quali ideò arredi e decorazioni. Nel 1913 a Milano portò a compimento l’amato progetto di sistemazione delle collezioni del Museo della Scala. Si dedicò inoltre a omaggiare illustri protagonisti della storia italiana occupandosi di arte funeraria: rivestì in marmo e decorò in bronzo la tomba di Dante a Ravenna (1921), creò il tripode commemorativo per il mausoleo di Possagno in occasione del centenario della morte di Antonio Canova (1922), progettò la tomba dei fratelli Camillo e Arrigo Boito al Monumentale di Milano (1927), realizzò il busto marmoreo di Lodovico Antonio Muratori presso l’Abbazia di Santa Maria della Pomposa a Modena (1931). Dagli anni ‘20 ai ‘40 numerose altre committenze lo impegnarono: la decorazione del soffitto a cassettoni del Teatro Olimpico di Piacenza (1914), la controversa sistemazione della Cappella del Santissimo della Basilica del Santo (1906-1942) a Padova, la realizzazione degli angeli portacero per l’altare maggiore nel Duomo di Pisa (1919-1928), fino all’ultima immane fatica delle imposte bronzee per Santa Maria Maggiore a Roma (1937-1950). Acuto e curioso ricercatore dai poliedrici interessi, tra i quali il collezionismo, Pogliaghi si cimentò inoltre nell’arte glittica realizzando numerose targhe e medaglie. A queste maggiori opere si aggiungono alcune alcuni lavori a Varese, presso la Basilica di San Vittore, nonché gli interventi di restauro al Santuario e alle Cappelle di Santa Maria del Monte sopra Varese, luogo che ancora oggi custodisce il suo testamento: la casa-studio presso la quale l’artista si spense il 30 Giugno 1950 all'età di 93 anni.
